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Relazione Terapeutica PDF Stampa E-mail
Scritto da Dr. Pietro Milazzo   
Lunedì 23 Febbraio 2009 11:49

Tutto avviene secondo un ritmo più profondo

Che si dovrebbe imparare ad ascoltare…

E’ la cosa più importante che si possa imparare in questa vita…  (Etty Hillensum)

Il terapeuta entra a pieno titolo tra le variabili che concorrono a determinare la qualità della relazione terapeutica. Esso è al centro del processo terapeutico. Il legame tra paziente e terapeuta diviene un legame profondo che permette di modificare modelli emozionali di relazione consolidati nell’infanzia.

La psicoterapia viene così a costituire l’opportunità di un nuovo modo di agire e pensare le proprie emozioni. L’interazione comunicativa profonda che si viene a costituire, durante un percorso terapeutico, permette al paziente di sperimentare nuovi modi di sentire agire ed esprimere.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Febbraio 2009 12:09
 
Individuo e Organizzazione: tra Emozioni e Realtà PDF Stampa E-mail
Lunedì 16 Febbraio 2009 11:08

"La mente è il proprio luogo, e di per sé può fare di un Inferno un Cielo, e di un Cielo un Inferno" (John Milton)

Da che cosa sono influenzati i nostri comportamenti? Come si può partecipare ad un gruppo di lavoro, essere produttivi e stare bene? Che cosa impedisce oggi alle organizzazioni di creare un ambiente coeso e positivo? Che relazione c’è fra quello che pensiamo e quanto ci accade?

Il lavoro è parte integrante della vita, ma spesso costituisce una realtà a sé stante in cui non riusciamo ad esprimere ciò che siamo e sentiamo e questa esperienza diventa una situazione estraniante, come se la nostra esistenza fosse suddivisa in più realtà che non comunicano. Possiamo provare a fare del nostro posto di lavoro un luogo di crescita, di risveglio che si può trasformare nel motore della nostra maturazione...per continuare a leggere clicca quì.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Febbraio 2009 11:24
 
Traumi Infantili PDF Stampa E-mail
Scritto da Dr. Pietro Milazzo   
Lunedì 09 Febbraio 2009 12:00
La separazione dai genitori nell'infanzia o nell'adolescenza, per morte, separazione e/o divorzio o per un lavoro che porta i genitori lontano da casa, è uno dei fattori di rischio più indagati come causa di disturbi psicologici. I dati tendono a dimostrare che bambini e adolescenti che hanno vissuto questa esperienza sviluppano più sintomi d'ansia e di depressione e mostrano variazioni psicofisiologiche che costituiscono indicatori di rischio per diversi disturbi nell'arco della vita.

Lo indica uno studio,condotto da ricercatori del San Raffaele di Milano, in collaborazione prestigiosi Istituti Internazionali, pubblicato su "The Archives od General Psychiatry", che dimostra che bimbi geneticamente predisposti, se vivono esperienze di distacco dai genitori (come la morte di uno dei due o la separazione), hanno più probabilità di riscontrare, da adulti, di attacchi di panico. Per saperne di più clicca quì

Tavola a cura di Tiziana Solito "Ombre - Acrilico e china su tela. 2007" "L'arte ci attrae solo per ciò che rivela del nostro io più intimo."

(Jean Luc Godard)
Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Febbraio 2009 12:30
 
Rizoma PDF Stampa E-mail
Scritto da Dr. Pietro Milazzo   
Giovedì 05 Febbraio 2009 10:32

La paziente Erenzi ha lasciato lo studio, oggi è il suo ultimo giorno di una lunga terapia, accusava violenti attacchi di panico che le impedivano lo svolgimento di una vita normale, ogni luogo che fosse o troppo ampio o troppo stretto provocava nel suo animo l'ingestibile sentimento della morte...e ogni ascensore diveniva un sasso scagliato verso il confine basso...negli anni abbiamo lavorato molto cercando il rizoma delle sue proiezioni...

Rizoma è una bella e affascinante storia di una terapia, splendidamente raffigurata e rappresentata, ammessa alla selezione finale del concorso indetto da Blog & Nuvole in collaborazione con la triennale di milano, per fondere ed infondere nuovi linguaggi e forme di espressione, unendo scrittura Blog e fumetto, pittura e scrittura, fusi insieme per non disperdere fra le migliaia di brani pubblicati quotidianamente nella Rete, dove si stratificano racconti ed emozioni al fine di salvare milioni di narrazioni... 

"Si dà il caso che oggi io sia a due dimensioni. le cose che mi vengono alla mente sono larghe e sono lunghe, per di più colorate, e per esplicitarle non c'è altro modo possibile..." (Dino Buzzati)

Tavola: a cura di Francesca Popolizio

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Febbraio 2009 11:28
 
L'inconsio: una visione dinamica PDF Stampa E-mail
Scritto da Dr. Pietro Milazzo   
Martedì 03 Febbraio 2009 13:06

"Siamo anime fragili

consciamente confuse

ed inconsciamente controllate"

Se osserviamo una montagna possiamo percepirne l’esterno ma possiamo veramente presumere che la parte posteriore è il vero limite che definisce lo spazio interno? O dobbiamo presumere che possa essere una falsa parete che lascia spazio a cavità e maggiori profondità? Sorgenti sotterranee e caverne nascoste.

Freud nel 1915 fu uno dei primi studiosi che mise il concetto di inconscio al centro del comportamento umano cambiando la logica del determinismo psichico. Freud arrivò a questo attraverso due fondamentali prove cliniche. I sogni e gli atti involontari (lapsus, atti mancati, dimenticanze).

"Il bambino è il padre dell’uomo"

L’analisi dei sogni mostrò che un desiderio infantile inconscio sta spesso alla base dei nostri sogni e la loro analisi permette di arrivare alla vera natura del desiderio.

Così come per gli atti mancati – oggi la nozione di lapsus freudiano è largamente diffusa - che sono fenomeni imbarazzanti che svelano l’emergere di desideri e sentimenti rimossi e che spiegano il loro parallelismo con la formazione dei sintomi nevrotici. I meccanismi attivi negli stati patologici sono delle estenzioni di ciò che accade nel normale funzionamento psicologico.

I sogni e gli atti inconsci sono comunicazioni simboliche che spesso trasmettono messaggi da un passato dimenticato, spesso non compreso ed elaborato, che continua ad avere la sua influenza nelle nostre azioni quotidiane orientando le nostre scelte.

L’approccio psicodinamico mette in luce l’influenza di questi processi mentali inconsci sulla nostra vita, permette di elaborare difese più costruttive e adattive cercando di allargare la libertà delle nostre scelte.

I nostri partner, le nostre scelte professionali, i nostri interessi, l’educazione che diamo ai nostri figli, quello che noi spesso chiamiamo caso, non è altro che la manifestazione di forze inconsce che sono tra loro in relazione dinamica.

I sintomi, infatti, sono un adattamento alle richieste di un copione inconscio forgiato da un insieme di pulsioni, difese, relazioni oggettuali, disturbi del Sè.

Il comportamento ha un significato che comunica il nostro mondo interno.

Fonte: G.O.Gabbar

 

Ultimo aggiornamento Sabato 18 Luglio 2009 18:55
 
La Sindrome degli Antenati PDF Stampa E-mail
Scritto da Dr. Pietro Milazzo   
Martedì 27 Gennaio 2009 12:59

Siamo semplici anelli in una catena di generazioni, e spesso non abbiamo scelta e diventiamo vittime di eventi e traumi già vissuti dai nostri antenati. Il libro è una sintesi dei differenti studi sull'influsso dell'eredità familiare sulla nostre psiche e riprende gli studi già avviati da Freud in 'Totem e tabù' dove spiega che i processi psichici si prolungano da una generazione all'altra.

Il libro contiene interessanti casi-studio ed esempi di “genosociogrammi”, ricostruzioni della propria genealogia familiare, che illustrano come, attraverso la storia della propria famiglia, i pazienti abbiano acquisito paure all’apparenza irrazionali, difficoltà psicologiche o persino fisiche scoprendo e cercando di comprendere i parallelismi tra la propria vita e quella dei propri avi.

La psicoterapeuta parigina ha condotto ricerche negli archivi di comuni francesi e canadesi alla ricerca di rapporti in cui sono riportate date di malattie e di operazioni, date di nascita, di morte, di incidenti, di matrimoni e altri eventi.

Le sue conclusioni sono che la sindrome esiste realmente e che c’è un’evidenza scientifica che mette in relazione i traumi o i grandi eventi familiari e le date in cui si verificano, come se ci fosse una memoria inconscia che si trasmette inconsapevolmente attraverso le generazioni e, per quanto riguarda gli episodi negativi, può creare paure, insicurezze e fragilità mentale.

 Fonte: Anne Ancelin Schützenberger, La sindrome degli antenati, Di Renzo Editore

Ultimo aggiornamento Martedì 27 Gennaio 2009 13:16
 
E adesso parliamo di sesso... PDF Stampa E-mail
Scritto da Dr. Pietro Milazzo   
Venerdì 23 Gennaio 2009 18:34

Secondo alcuni sessuologi un rapporto sessuale ideale dura tra i 7 e i 13 minuti, e una durata superiore ai 3 minuti può comunque essere considerata adeguata. "Dobbiamo superare gli stereotipi imposti dalla pornografia e dalla cultura popolare, che generano aspettative irrealistiche, e quindi insoddisfazione", spiegano gli psicologi Eric Corty e Jenay Guardiani della Penn State University...per continuare clicca quì

A proposito di fantasie sessuali i nostri desideri proibiti, un tempo considerati perversioni o deviazioni, adesso vengono assolti e riabilitatati come parte importante della nostra sessualità e del nostro benessere psicofisiologico.

Di solito, questi pensieri ci imbarazzano quando invadono la nostra coscienza, disegnando scenari che a volte ci sembrano inaccettabili. In realtà possono servire a curare traumi e malesseri che compromettono la serenità della nostra vita sessuale. Per questo gli psicoterapeuti hanno sdoganato le fantasie sessuali, anche quelle più indecenti come parti importanti del nostro equilibrio.

Al 90 per cento degli adulti è capitato di pensare a qualcun altro mentre fa l'amore col proprio partner, il 15 per cento sogna un rapporto a tre, l'11 si immagina sul set di un film porno. È quanto emerge da un'indagine scientifica sulle fantasie sessuali di 19 mila inglesi sopra i 18. Realizzata dallo psichiatra freudiano Brett Kahr. "Le fantasie erotiche sono un ottimo indicatore dello stato di salute della società", spiega Kahr: "Sono un prodotto dell'inconscio e contengono informazioni preziose sul nostro rapporto col sesso". Oltre a svolgere funzioni fondamentali per la nostra salute, "ad esempio per soddisfare desideri nascosti o esprimere creatività"...per continuare clicca quì

Fonte: Brett Kahr, 'Indovina chi viene a letto?' Edizioni Ponte alle Grazie, 2008

Ultimo aggiornamento Sabato 24 Gennaio 2009 15:57
 
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